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Verona romana

I rapporti fra Roma e Verona iniziarono intorno al III secolo AC.
Non vi furono mai scontri, ma piuttosto - specialmente in principio - rapporti di amicizia ed alleanza.
Leggermente a nord di Verona vi erano gli Arusnati, nella parte sud i Galli Cenomani e vi era la presenza di Veneti e Reti. Tale alleanza portò le popolazioni locali, compresi i Galli Cenomani, a combattere a fianco di Roma contro i Galli nel 225 AC, come già a Canne contro i Cartaginesi nel 216 AC.
Nel I secolo AC gli abitanti di Verona furono sempre alleati di Roma contro gli invasori Teutoni e Cimbri, da non confondere - come fecero gli storici rinascimentali con gli tzimber del XII secolo che ripopolarono la Lessinia centro-orientale nell'alto medioevo.

Fu cosa naturale l'estensione alla cittadinanza romana delle colonie locali (il Senato Romano nel 90 AC, in seguito alla Guerra Sociale).
Verona divenne colonia con la Lex Pompeia nell'89 AC. Nel 41 o 42 AC, in seguito alle campagne militari di Cesare che portarono all'annessione della Gallia Cisalpina (l'attuale Pianura Padana) e poi di quella transalpina (all'incirca la Francia odierna), Verona cessò di essere colonia ed entrò a far parte dell'Impero Romano.

Fu, questo, l'inizio di secoli di grande splendore, in cui Verona città romana fu ricostruita nell'ansa dell'Adige: il suo importante guado venne sostituito da due ponti, il Ponte Pietra, ricostruito con le pietre originali dopo la seconda guerra mondiale, ed il Postumio, da secoli distrutto, che aveva anche altre funzioni: fungeva infatti da diga per il Teatro Romano per allestire battaglie navali e da acquedotto per portare acqua corrente in molte case della città.

Il Foro era non distante l'odierna Piazza delle Erbe.
Fuori dalla città vi erano l'anfiteatro Arena e il Teatro Romano.

Piazza delle erbe oggi

Verona era all'incrocio di quattro strade romane importanti: la Gallica da Torino ad Aquileia, la Claudia Augusta da Modena alla Germania, la Postumia dalla Liguria all'Illiria ed il Vicum Veronensium, appunto da Verona ad Ostiglia.

Essendo un importante Municipio romano al centro dei passaggi verso le frontiere, Verona fu spesso teatro delle lotte civili romane. Si ricordano Vespasiano e Vitellio (anno 69), Marco Giulio Filippo e Decio (249), Carino e Sabino Giuliano (283), Costantino I e Ruricio Pompeiano, vinto dopo lungo assedio (312).

Gallieno nel 265 allargò le mura della città fino ad includervi l'Arena (I sec. D.C.), fortificandola in soli sette mesi dall'aprile al dicembre dello stesso anno, come è attestato dalla scritta sull'architrave di Porta Borsari (vedi la lunga difesa successiva già citata di Ruricio Pompeiano verso l'imperatore).
Con Gallieno si aprì un periodo di tranquillità per la città, ma garantirne la sicurezza comportò oneri e tasse sui cittadini che la resero meno fiorente. La città fu spesso luogo di lunghi soggiorni da parte degli imperatori, da dove spesso amministravano l'impero.

Verona ebbe una lenta conversione al cristianesimo e talora si trovò su posizioni delle prime eresie: Ario, Fotino di Sirmio ed Elvidio. Fu solo con San Zeno vescovo che il cattolicesimo si impose.
Il passaggio dalla Verona romana a quella barbarica non non fu brusco come si potrebbe pensare e la città fu spesso governata da barbari alleati in sostituzione di Roma; altre volte da barbari invasori, infine anche per conto dell'Impero Romano d'Oriente, cioè dai Bizantini .

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